Andrea Lanfri c’è l’ha fatta ancora una volta: all’ alba del 20 agosto (come lui stesso ha scritto sul suo profilo Instagram) ha raggiunto la cima del Kilimangiaro sciogliendosi in un lungo abbraccio con il suo amico fidato, Massimo Coda. Entrambi sono arrivati sul tetto del mondo, dopo una scalata difficile ma entusiasmante, dimostrando a tutti che i limiti fisici non sono impossibili da scalare.
“Volevamo vedere l’alba dalla cima. È stato incredibile! Una salita molto bella e varia che ti accompagna dalla foresta pluviale ai deserti alpini fino a raggiungere i ghiaioni lavici della vetta”.
Massimo Coda

Quando la forza di volontà supera la disabilità nulla è impossibile. Non è una frase fatta ma una realtà dimostrata. Andrea e Massimo non hanno mai mollato nonostante la vita li abbia messi a dura prova.
Andrea Lanfri il 21 gennaio del 2015, all’età di 29 anni, è stato colpito da una meningite fulminante che gli ha causato l’amputazione bilaterale degli arti inferiori e di sette dita delle mani.
Massimo Coda nel 2009 è rimasto vittima di un terribile incidente in montagna che gli ha compromesso talmente l’uso della gamba destra che i medici, per salvargli la vita, hanno deciso, con il consenso dello scalatore, di amputarla.
Ma se pensavate che la loro impresa fosse finita, ricredetevi: i due ragazzi non si fermano più! Hanno un’altra scalata da compiere, il monte Kenya (stanno andando lì in autobus) per dare voce e corpo alla loro iniziativa benefica: “ Ktok: dal monte Kenya al Kilimangiaro per la lotta alla disabilità”. Lo scopo è ridurre le barriere architettoniche nel mondo e diffondere il verbo dell’inclusione anche a Nairobi.
“Spostarsi dal pavimento all’ingresso della capanna è una grande sfida per le persone con disabilità che vivono nelle baracche. Una maggiore mobilità è un importante passo avanti per favorire l’inclusione e l’apertura alla vita sociale di queste persone. Saranno recuperati e ricondizionati gli ausili per disabili, dismessi in Italia, per donarli ai poveri di Nairobi. In questo modo si crea un circolo virtuoso che coinvolge i paesi a elevate risorse che ogni mese dismettono grandi quantità di ausili per disabili.
Parallelamente saranno avviati anche interventi di educazione sanitaria per persone con disabilità su temi di prevenzione e gestione delle complicanze (come infezioni, piaghe da decubito, stipsi, ritenzione urinaria) nonché una serie di cicli di formazione professionale per operatori del Kenya sulle metodologie di ricondizionamento e recupero di ausili per disabili”.
L’iniziativa benefica, organizzata con il sostegno di due importanti associazioni, Amici del mondo World Friends Onlus e Over all Limits, ha avviato anche una raccolta fondi promossa sulla piattaforma di crowdfunding Epella, ed è aperta a tutti. (Quindi se anche tu vuoi donare per rendere il mondo “un luogo aperto a tutti”, puoi: il contributo è libero).
La meravigliosa avventura dei due campioni paraolimpici si concluderà intorno al 4 settembre, la raccolta fondi invece proseguirà fino al 16 settembre. Ma i due ragazzi hanno già vinto, il loro messaggio ha fatto il giro del mondo: la disabilità è solo negli occhi di chi guarda.